Cosa vendere in Polonia? Le opportunità per le imprese esportatrici sono numerosissime all’interno di una nazione che da tempo è tra le mete privilegiate del Made in Italy.

Qui prodotti e servizi italiani godono di un forte apprezzamento, trovando un mercato di sbocco pressoché naturale.

Cosa vendere in Polonia/Selling in Poland 2

A dispetto di uno scenario difficile per il commercio internazionale, l’interscambio tra Italia e Polonia si è attestato sopra i 21 miliardi di euro nel 2020: un dato positivo e che ha riconfermato il nostro Paese come terzo fornitore. Un ruolo di primo piano rafforzatosi nel corso degli ultimi 30 anni, periodo in cui l’Italia è arrivata a essere il secondo partner commerciale della nazione all’interno dell’Unione Europea, subito dopo la Germania.

Con oltre 38 milioni di abitanti e una posizione strategica nell’Europa centro-orientale, la Polonia ha conosciuto un notevole sviluppo economico a partire dagli anni Novanta grazie alle politiche espansive promosse dalle autorità statali.

L’accesso ai fondi europei e la grande apertura a investimenti stranieri hanno permesso una decisa crescita del tessuto industriale e di quello dei servizi, offrendo numerose occasioni di business ad aziende straniere che da tempo hanno stabilito la propria presenza qui.

Non mancano in questo quadro anche numerose nostre aziende: sarebbero più di 100.000 gli occupati in Polonia presso aziende italiane o partecipate da imprese italiane. Assumono particolare rilevanza sotto questo punto di vista quelle del settore auotomotive, in cui si concentrano numerose sub-fornitrici dei nostri maggiori gruppi industriali.

Ma quali sono gli altri settori in cui investire? Quali i prodotti più richiesti?

A fronte di una dipendenza dal carbone fossile ancora molto forte, il settore energetico polacco ha maturato negli ultimi anni una nuova consapevolezza. La necessità è quella di riconvertire gli impianti esistenti, aumentandone l’efficienza e passando a fonti rinnovabili (tra cui eolica, idroelettrica, solare e biomasse).

Il Paese è chiamato a ridurre le emissioni inquinanti e a garantire una maggiore sicurezza energetica, in accordo con gli obiettivi previsti dall’Unione Europea per i Paesi membri.  L’obiettivo, che le autorità stanno perseguendo con il coinvolgimento di aziende straniere, si traduce in notevoli opportunità di business per i produttori di tecnologie destinate a questo mercato: una chance sinora poco sfruttata dalle aziende italiane.

I beni strumentali costituiscono una delle voci più importanti del nostro export in Polonia. Nonostante una contrazione nel 2020, le vendite di questi prodotti si sono mantenute al di sopra dei 2 miliardi di euro, a  dimostrazione dell’apprezzamento di cui godono macchinari e apparecchi elettrici italiani.

Altre opportunità si registrano nel settore chimico: includendo le materie plastiche, la Polonia è una grande importatrice di prodotti chimici esteri. Seppur leggermente in calo rispetto al 2019, il nostro export in questo campo ha superato 1 miliardo di euro durante i mesi passati. In aumento invece le vendite di prodotti e preparati farmaceutici, che hanno raggiunto un valore di circa €624 milioni, come riportato da infoMercatiEsteri.

Altro settore il cui export ha vissuto una straordinaria espansione in Polonia è quello agroalimentare. La crescita del potere di acquisto dei consumatori polacchi ha favori negli anni un mutamento delle abitudini alimentari: un quadro in cui i prodotti italiani di qualità hanno trovato sempre più spazio.

Le eccellenze della nostra gastronomia sono considerate un sinonimo di gusto e salute, e la sempre maggiore attenzione per i cibi sani premia in particolare quelli biologici.

Una merceologia che negli ultimi anni ha visto un autentico exploit è quella del vino: a fronte del calo generalizzato delle vendite all’estero nel 2020, le esportazioni vitivinicole italiane hanno mantenuto in Polonia la propria posizione di leadership.

Non mancano dunque occasioni preziose per le tante imprese che hanno fatto dell’export un proprio tratto distintivo: beni strumentali, food & beverage e componentistica per il settore automotive costituiscono senza dubbio le voci maggiori del nostro export qui.

Tuttavia, il mercato polacco rappresenta una destinazione ideale anche per tanti altri prodotti italiani, con interessanti margini di crescita: un esempio è quello delle già citate tecnologie per l’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, che potrebbero trovare spazio negli anni a venire.