Quali sono le prospettive per il settore legno-arredo nel nostro Paese?

Dopo un 2020 segnato da un pesante calo del fatturato, le aziende sono chiamate a guardare ai prossimi mesi con nuovo slancio ed energie rinnovate.

settore legno-arredo/Italian furnishing industry

La filiera è composita e al suo interno confluiscono realtà differenti per attività e dimensioni: si va dalle aziende impegnate nell’approvvigionamento e nella trasformazione della materia prima fino ai rivenditori di prodotti finiti, in tutte le loro declinazioni.

L’industria europea rappresenta oltre un quarto della produzione mondiale, con il Made in Italy a giocare un ruolo da assoluto protagonista: il nostro Paese è infatti leader comunitario, con una produzione pari a più di 23 miliardi di euro annui per il solo comparto dell’arredamento.

La quota sale a 42 miliardi se si considera l’intera filiera legno-arredo-illuminazione, collocando l’Italia subito dopo la Germania tra i produttori UE: una posizione di rilievo assoluto in un mercato che a livello globale ha raggiunto un valore di oltre $730 miliardi nel 2019.

L’impatto della pandemia ha determinato una forte contrazione dell’intera industria, il cui valore è sceso sotto i 700 miliardi di dollari durante lo scorso anno: il tonfo nei ricavi per gli operatori italiani si è assestato intorno al 9,4% , con un recupero atteso per il 2021 di poco superiore al 5%.

Al di là dei numeri, quali sono le prospettive per il settore legno-arredo nel corso dei prossimi mesi?

Le aziende sono innanzitutto chiamate a mantenere elevati standard qualitativi, guardando con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità e alla realizzazione di prodotti tailor-made: due elementi che le imprese italiane hanno preso in considerazione da tempo, confermandosi tra le più green d’Europa per emissioni prodotte, consumi energetici e smaltimento dei rifiuti. Accanto a questi aspetti, resta un punto fermo l’attenzione per il design e l’innovazione di prodotto, con numerosi brand che hanno fatto dell’eccellenza la propria filosofia.

Nonostante questi approcci restino fondamentali, il rilancio del settore non potrà prescindere da un ulteriore consolidamento nei mercati esteri. L’export è da sempre infatti una vera e propria vocazione per le nostre aziende, con circa il 46% delle esportazioni dirette verso i mercati extra-UE. Lo stop forzato alle produzioni ha causato un brusco crollo anche sotto questo punto di vista, frenando la crescita di un comparto da sempre altamente dinamico.

Come per altri settori, la cancellazione delle fiere ha inoltre messo a dura prova la possibilità di creare nuove relazioni d’affari, soprattutto all’interno di Paesi stranieri. Per molte realtà l’e-commerce ha permesso di tamponare le conseguenze negative della situazione, dimostrando come la vendita multicanale continui a costituire una componente fondamentale all’interno di una strategia di ampio respiro. La permanenza forzata all’interno della casa ha infatti portato numerosi consumatori a riscoprirla, spostando gli acquisti verso i prodotti d’arredamento.

Quanto delineato finora vale per il mercato interno così come per quello estero: intercettare la domanda all’interno delle nazioni migliori sarà senza dubbio essenziale per tutte le aziende del comparto, chiamate a rafforzare la propria presenza in Paesi dove i prodotti di arredo italiano continuano a godere di un ottima reputazione. Tra gli esempi che possiamo citare ci sono quello della Federazione Russa e della Cina, due mercati dove l’export italiano del settore legno-arredo ha visto una crescita interessante negli ultimi anni, soprattutto per i prodotti di fascia medio-alta.  Altra area appetibile è quella del Nord Europa, da sempre meta ideale per l’export dei mobili italiani, apprezzati per l’alta qualità dei materiali, il design raffinato e l’elevata funzionalità.

Nel 2021 sarà dunque cruciale guardare al di là dei confini nazionali, individuando gli interlocutori più adatti per lo sviluppo di nuove, preziose relazioni di business.

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