Industria della gomma e della plastica - immagine ndi bottiglie schiacciate destinate a essere riciclate

Gomma e plastica: uno sguardo d’insieme

Come sta affrontando il 2022 l’industria della gomma e della plastica dentro e fuori l’Italia?

Tra i settori chiamati a trasformare le proprie strategie alla luce dell’European Green Deal, quello della gomma-plastica è sicuramente tra i primi su cui si punta l’attenzione.

La produzione di plastica europea è infatti ancora prevalentemente lineare, come conferma il recente report a cura di SYSTEMIQ commissionato da Plastics Europe, l’associazione che riunisce i principali produttori di polimeri del continente.

Dai dati emerge infatti che solo il 14% della plastica europea sia riciclata, mentre il resto venga destinato a discariche, inceneritori per la produzione di energia elettrica o disperso nell’ambiente.

Il ruolo sempre più importante delle fonti energetiche rinnovabili mostra chiaramente come il riciclo della plastica sia direttamente connesso anche alla riduzione di emissioni di gas serra.

Oggi oltre il 50% dei rifiuti in plastica prodotti in Europa viene incenerito, e circa un terzo della CO2 prodotta dal settore deriva proprio da questa attività. La problematica a monte riguarda anche i processi produttivi, dove nei prossimi anni sarà necessario passare a fonti di energia pulite.

Gli obiettivi sono ambiziosi: se da un lato è necessario puntare sull’aumento del riciclo e sul miglioramento delle tecniche utilizzate a questo fine, dall’altro molto realtà – ad esempio quelle specializzate in packaging – stanno già guardando ad alternative alla plastica.

La via da percorrere per realizzare tutto questo è complessa, soprattutto alla luce di un quadro operativo e legislativo UE ancora in via di sviluppo.

Al netto delle incertezze, c’è un aspetto che le aziende devono prendere in considerazione da ora: quello della costruzione di partnership strategiche per l’innovazione di prodotto e di processo.

A questo si somma la diversificazione di mercati di sbocco, cruciale per difendere i risultati economici di una filiera che in Europa vale oltre 360 miliardi di euro di fatturato.

Ma torniamo all’aspetto delle partnership a cui abbiamo appenna accennato.

Industria della gomma e della plastica europea - immagine di un estrusore

Industria della gomma-plastica: lo scenario europeo

Una delle più importanti vie che le imprese possono percorrere ora è quella della costruzione di nuove partnership nel segno dell’innovazione.

Il cambio di passo richiesto all’industria della gomma della plastica-plastica va tradotto in una strategia di lungo periodo, fondata su concetti come riutilizzo delle materie prime, impiego di tecnologie all’avanguardia da utilizzare a questo fine e nuovo design dei prodotti finiti.

Per realizzare tutti questi obiettivi, le aziende dovranno sempre più contare sui giusti interlocutori. Ciò significa che know-how differenti e competenze complementari saranno determinanti nei prossimi anni per avvicinarsi agli obiettivi di sostenibilità a cui abbiamo accennato.

Le aziende produttrici dovranno rivedere la gestione della propria catena di fornitura, selezionando le realtà capaci di sviluppare soluzioni innovative con cui ad esempio massimizzare la capacità di riciclo dei componenti.

In questo caso si tratta d’individuare i fornitori di macchinari più adatti allo scopo, magari esplorando nuovi mercati ad alto potenziale.

Si tratta dunque di analizzare lo scenario che si ha di fronte, in modo da comprenderlo a fondo per dare vita a nuove strategie di valore.

Il principio vale ovviamente anche per le aziende del nostro Paese. Quali sono le ultime notizie dal mercato della gomma-plastica italiano?

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Mercato della gomma-plastica italiano - immagine di polimeri colorati

Gomma-plastica made in Italy: l’andamento del mercato

Gli ultimi dati relativi alla produzione industriale italiana fotografano l’andamento del settore.

Diversamente da altri comparti, la gomma-plastica perde il 3,7% rispetto al primo trimestre del 2021. Per quanto riguarda invece l’export, è l’Osservatorio Economico del Ministero degli Affari Esteri a fornire una panoramica aggiornata.

L’Unione Europea è rimasta la destinazione principale anche nel 2021, con Paesi come Germania, Francia e Austria tra i maggiori importatori.

Con oltre 14.003 milioni di euro in materie plastiche esportate in tutto il mondo, le vendite estere sono tornate al di sopra dei livelli del 2019, anno in cui il settore aveva esportato per circa 12.700 milioni.

Non mancano dunque segnali incoraggianti, a dimostrazione delle opportunità offerte dallo scenario.

Il dato emerge anche a livello locale: in Lombardia – tra le regioni italiane strategiche per il comparto – si è registrata una decisa risalita all’interno dei principali distretti industriali.

In particolare, la provincia di Varese vede una crescita di fatturato del 15.4% sul 2019, mentre il distretto della gomma del Sebino bergamasco è cresciuto dell’11,8% rispetto allo stesso periodo.

Per continuare in questo percorso sarà fondamentale:

  • Investire in innovazione di prodotto;
  • Integrare nuove competenze tecniche e professionali per incrementare produttività e sostenibilità dei processi;
  • Analizzare i mercati esteri per individuare nuove opportunità di business e partnership strategiche lungo l’intera supply chain.

Solo così sarà possibile rispondere alla sfida – economica, sociale e ambientale – che abbiamo raccontato all’inizio di questo approfondimento e che coinvolge tutti gli attori della filiera della gomma-plastica.