Come stanno reagendo le aziende del settore beverage in vista dei prossimi mesi?

Il settore beverage nel 2020

Il 2020 ha senza dubbio stravolto le abitudini di moltissimi di noi: bar, ristoranti e pub hanno subito una paralisi senza precedenti, azzerando quelle occasioni di consumo che da sempre caratterizzano questi spazi. 

Se da un lato è vero che la GDO ha continuato a lavorare a pieno regime, permettendo di mantenere alto il livello di consumo domestico, dall’altro è innegabile come la chiusura dei principali luoghi di aggregazione abbia avuto forti ricadute per il settore beverage. 

I produttori di bevande – alcoliche e non – hanno dovuto far fronte a uno scenario imprevisto con pesanti conseguenze per il fatturato delle aziende: un calo del 28% a giugno di quest’anno, come emerge dai dati sul commercio all’ingrosso di CDA (Consorzio Distributori Alimentari).

Sono infatti venute meno quelle occasioni di convivialità che da sempre accompagnano il consumo di vino, birra, spiriti: capienze dei locali ridotteorari limitati e calo delle presenze turistiche hanno contributo inevitabilmente a questo risultato. 

Inoltre, le misure di distanziamento sociale hanno avuto ripercussioni su tutti le fiere di settore, al momento rimandate all’anno prossimo (come nel caso di Vinexpo Paris e Wine Paris). 

Gli effetti di questa situazione? 

Sicuramente un calo delle vendite e difficoltà nell’instaurare nuove relazioni di business. 

Tuttavia, emergono dallo scenario anche nuovi approcci strategici a disposizione delle aziende. 

Ora più che mai infatti, manager e imprenditori sono chiamati ad adottare logiche inedite per cogliere opportunità preziose: il settore beverage non fa eccezione da questo punto di vista. 

Il mondo delle bevande ha infatti dimostrato grande resilienza, trovando ad esempio un valido supporto nei canali di vendita online. 

Tuttavia, l’e-commerce rappresenta solo una parte di un quadro più ampio. 

Il cambio di passo deve riguardare anche le strategie con cui le imprese del settore gestiscono la propria presenza nel mercato internazionale. 

Ce lo ha raccontato di recente Davide Zanette, Export Manager di Montelvini: un’azienda veneta che da cinque generazioni ha fatto del Prosecco Asolo DOCG il cuore della propria produzione. 

questo link trovi tutti i dettagli della sua intervista. 

Diventa dunque sempre più importante sapere dove investire con che interlocutori dialogare: un obiettivo reso possibile da analisi di mercato basate su dati corretti aggiornati. 

Uno sguardo al quadro internazionale rivela infatti opportunità interessanti, come  la crescita del consumo di vino e spumanti negli Stati Uniti, o la sempre maggiore attenzione della Cina per il Made in Italy, compresa la produzione vitivinicola. 

In un contesto ancora incerto, rimane dunque una sicurezza: le imprese del settore beverage dovranno guardare con attenzione allo scenario estero, ricercando le aree migliori in cui investire e i giusti contatti all’interno di queste. 

Solo così sarà possibile affrontare i prossimi mesi, ritrovando lo slancio necessario per continuare a crescere. 

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