Qualunque imprenditore deve affrontare nel corso della propria attività molteplici sfide, tra cui i rischi dell’internazionalizzazione della propria attività.

Chiunque conosca il mondo dell’impresa sa infatti che l’attrattività di un nuovo mercato può essere direttamente proporzionale alle potenziali incognite che l’ingresso ne comporta.

Rischi dell'interazionalizzazione per le PMI

Ma quali sono, più nello specifico, le insidie?

In primo luogo, è presente un rischio di natura economica: si tratta dello stesso problema che i manager affrontano ogni giorno nell’operatività del mercato interno. Esso è legato alla volatilità della domanda per uno specifico prodotto o servizio. Questa situazione di incertezza può ripercuotersi negativamente sull’azienda, generando improvvisi cali dei fatturati e perdite di profitti.

All’interno dei mercati esteri, questa situazione risulta ancora più evidente: l’impresa spesso non conosce a fondo il paese in cui sta agendo e di conseguenza potrebbe ritrovarsi ad operare in condizioni di incertezza. Ciò avviene soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove la domanda può subire improvvise oscillazioni a causa dei trend economici, spesso difficilmente prevedibili, di queste aree.

Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è rappresentato dal cosiddetto rischio tecnico: esso è legato alle caratteristiche del prodotto commercializzato, che potrebbe non rispettare la normativa vigente in un paese straniero (ad esempio, a causa della concentrazione troppo elevata di alcune sostanze).

Un altro fattore di insicurezza può poi derivare dal comportamento degli interlocutori presenti nei mercati esteri: gli atteggiamenti delle controparti sono infatti difficili da prevedere, e non sempre è facile sondare il reale interesse nell’instaurare una partnership. A rendere tutto più complesso, ci sono poi le inevitabili barriere linguistiche che possono rendere la trattativa più ardua, soprattutto per quelle realtà non abituate a muoversi in un contesto internazionale.

Queste problematiche sono solo alcuni esempi dei freni in grado di rallentare la crescita di un’impresa fuori dai propri confini: ad essere maggiormente esposte ai rischi sono le PMI, che a differenza delle grandi multinazionali, potrebbero non disporre della preparazione manageriale per studiare adeguatamente un mercato straniero, individuando opportunità e minacce.

Matchplat punta a risolvere questo problema attraverso servizi digitali alla portata di tutte le aziende. Come? Alcuni esempi potrebbero aiutare a chiarire.

Trend nasce per permettere alle imprese di conoscere l’andamento, nel corso del tempo, dei dati di import/export relativi ad uno specifico prodotto: in questa maniera è possibile sapere in ogni momento quale sia l’evoluzione della domanda per i beni commercializzati dalla vostra azienda, intercettando i trend di crescita e riducendo così il rischio economico.

Connect consente alle aziende alla ricerca di partner stranieri di dare vita a nuove collaborazioni in modo più facile: grazie ad un’attività di call e mailing in outbound su liste di aziende in target (derivate dal servizio Explore), i nostri consulenti dedicati valuteranno – sulla base dei bisogni dei clienti – l’interesse di aziende estere ad avviare una partnership.

Le competenze dei nostri specialisti permettono di aggirare le difficoltà linguistiche a cui si accennava, esternalizzando totalmente il processo d’internazionalizzazione dell’impresa.

In un secondo momento, accertata la disponibilità della controparte, essi si occuperanno di mettere in contatto le due organizzazioni.

In questo modo, ogni cliente potrà entrare in relazione con realtà effettivamente interessate a conoscerlo, così da ottenere un duplice vantaggio. Da un lato, ridurre le incertezze legate al comportamento degli interlocutori esteri; dall’altro, essere sempre certi di dialogare con realtà abituate a trattare i suoi prodotti, eliminando così ogni rischio tecnico legato alle caratteristiche intrinseche dell’offerta.