Costruire una joint venture: immagine di un progetto strategico aziendale all'interno di grafici redatti dal management di un'aziendaJoint venture: di cosa parliamo

L’espressione joint venture (JV) è una delle più utilizzate nel mondo del business.

Si tratta di un accordo strategico tra due o più organizzazioni con l’obiettivo di realizzare un progetto comune, unendo le proprie risorse, competenze e conoscenze.

L’attività determina inoltre una condivisione dei rischi connessi al progetto e del ritorno sull’investimento.

Non esiste un modello unico di joint venture e tanto meno una contrattualizzazione standard per questo tipo di attività, che saranno influenzate dalla legislazione dei Paesi in cui vengono realizzate.

Ma quali sono le tipologie di joint venture più diffuse?

Tipologie di joint venture: contrattuale e societaria

La distinzione più nota è quella tra joint venture contrattuale e societaria. Vediamo per ciascuna le principali caratteristiche.

Joint venture contrattuale

La joint venture contrattuale, detta anche unincorporated joint venture, si basa sulla stipula e l’esecuzione di un contratto con cui le parti si impegnano a realizzare uno stesso progetto.

Il contenuto dell’accordo viene definito dalle realtà coinvolte, che stabiliscono ruoli, obiettivi e condizioni per lo svolgimento delle attività. Inoltre, il contratto prevede di solito la durata della joint venture stessa, in funzione di quanto stabilito.

Un esempio nel mondo B2B di joint venture contrattuale è l’accordo tra due differenti società petrolifere per lo svolgimento di attività estrattiva in un Paese estero, a fronte di una concessione quinquennale per lo sfruttamento di alcuni pozzi da parte del governo locale.

L’accordo prevederà la condivisione tra le due società dei costi e dei profitti connessi all’operazione, sulla base delle clausole contrattuali e dei ruoli di ciascuna delle due organizzazioni all’interno dei processi.

Joint venture societaria

La joint venture societaria – o incorporated joint venture – si basa sulla costituzione di un nuovo soggetto giuridico, diverso dalle imprese coinvolte e dotato di una propria autonomia.

Di solito questa tipologia di joint venture nasce per perseguire obiettivi di lungo periodo più complessi di quelli raggiungibili con una joint venture contrattuale.

Le parti coinvolte potrebbero ad esempio avere la necessità di sviluppare una nuova linea di soluzioni tecnologiche con cui rafforzarsi all’interno del proprio settore.

A questo fine, integrare il know how e i capitali di realtà differenti può rivelarsi la soluzione più logica per progettare e commercializzare nuove tecnologie, riducendo da un lato le tempistiche di ricerca e sviluppo, dall’altro compensando con le risorse della controparte ciò di cui non si dispone.

Un esempio legato ancora una volta al settore oil & gas è quello di Sensia, joint venture nata nel 2019 dall’iniziativa di Schlumberger – leader nelle tecnologie estrattive del petrolio – e Rockwell Automation, multinazionale statunitense specializzata in sistemi di automazione industriale. Lo scopo di Sensia è unire le competenze diverse delle due realtà per sviluppare soluzioni digitali specifiche per automatizzare i processi del settore estrattivo.

Ovviamente, anche in questo caso le parti dovranno definire contratti ad hoc per regolare struttura e obiettivi della joint venture, dando particolare attenzione all’articolazione del nuovo soggetto societario.

Questi aspetti sono di solito definiti da un contratto generale a cui si ricollegano più contratti operativi che includono attività, diritti di proprietà, specifiche dei prodotti/servizi e altri aspetti legali.

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Costruire una joint venture: immagine di un team di manager che discutono i dettagli di una strategia durante una riunionePerché costituire una joint venture: ragioni, vantaggi e sfide

A prescindere dalla tipologia di joint venture, le ragioni alla base della sua costituzione possono essere numerose.

Eccone alcune:

  • Superare problematiche di budget che potrebbero bloccare lo sviluppo di attività future.
  • Integrare nuove risorse altrimenti non disponibili: soprattutto nel caso di aziende di settori differenti o che operano in parti diverse della supply chain, le joint venture aiutano a integrare competenze e infrastrutture di cui non si dispone.
  • Rafforzare la competitività grazie allo sviluppo di prodotti e servizi innovativi.
  • Aumentare la redditività dell’impresa grazie all’espansione dell’offerta o alla penetrazione di nuovi mercati.

Le ragioni alla base di una joint venture dunque possono variare, ma ciò che non cambia sono i suoi vantaggi:

  • Una condivisione del rischio d’impresa;
  • L’acquisizione di un maggior potere contrattuale;
  • La più rapida espansione in mercati esteri.

Ovviamente, accanto a questi vantaggi, ci sono delle sfide che le joint venture pongono di fronte alle imprese. Vediamo quali sono e come affrontarle.

Costruire una joint venture: immagine di due manager di aziende diverse coinvolte in una partnership che discutono i dettagli dell'accordoSviluppare una joint venture: individuare i partner giusti

Come abbiamo sottolineato, le joint venture presentano benefici strategici e operativi. Per coglierli tuttavia, è necessario essere preparati.

Tali operazioni spingono infatti realtà diverse a cooperare, e questo può causare attriti tra culture organizzative diverse. Ma non solo: è necessario che il potenziale partner sia davvero in possesso dei requisiti per la riuscita del progetto.

Ecco perché una fase cruciale è quella della mappatura del mercato con cui individuare le aziende più indicate.

Si tratta di un’attività delicata basata sulla definizione di criteri qualitativi e quantitativi. Capiamolo meglio con un esempio, direttamente dal mercato B2B.

Un’azienda italiana specializzata in gelatine per l’industria alimentare si sta affacciando per la prima volta su un mercato asiatico ancora inesplorato. L’obiettivo è espandere le vendite nell’area, sviluppando una nuova linea di prodotti a base di collagene di pesce.

Per rendere più efficiente l’operazione, il management decide di sviluppare una joint venture, sfruttando l’expertise delle aziende asiatiche nella produzione di collagene e offrendo in cambio le proprie competenze nella produzione di gelatine a basso impatto ambientale.

Il primo passo da compiere per l’impresa italiana è una scrematura dei potenziali partner, che dovranno:

  • Avere a catalogo gelatine a base di collagene di pesce;
  • Disporre di tecnologie specifiche per la lavorazione del prodotto;
  • Essere in possesso di determinate certificazioni di sostenibilità;
  • Avere una situazione finanziaria sana (ad esempio un utile netto negli ultimi 5 anni superiore a una certa soglia e un EBITDA in crescita nello stesso periodo).

Individuare aziende che rispecchiano questi parametri è un’attività che oggi può essere automatizzata. Come?

Individuare partner per una joint venture grazie alla tecnologia

Strumenti come la piattaforma Explore rendono molto più efficiente la mappatura del mercato a cui accennavamo.

Grazie alla combinazione tra un database mondiale di aziende e algoritmi di AI, Explore consente di leggere in automatico i contenuti online delle imprese, isolando quelle con le caratteristiche richieste.

In questo modo è possibile passare più rapidamente alle successive fasi della joint venture, come quelle di contatto e negoziazione con la controparte.

Conclusioni

Abbiamo visto cosa si intende con joint venture, per poi approfondire le due principali tipologie.

Le joint venture contrattuali non prevedono la costituzione di nuove entità giuridiche, a differenza di quelle societarie che nascono per perseguire obiettivi più complessi.

In ogni caso, queste operazioni strategiche permettono di condividere rischi e guadagni connessi all’attività d’impresa, integrando conoscenze e competenze.

Accanto ai vantaggi, non mancano però le sfide: l’unione di culture organizzative diverse può essere problematica, ma soprattutto è necessario che la controparte sia in linea con la strategia alla base della joint venture.

Questa attività di verifica è cruciale e influenza tutte le successive fasi del progetto, dalla negoziazione fino alla stipula dell’accordo finale.

Il nostro partner dispone delle tecnologie giuste? Ha una struttura solida dal punto di vista finanziario? Qual è l’andamento dei ricavi? I suoi prodotti rispettano determinati requisiti ambientali?

I quesiti sono infiniti e cambiano da progetto a progetto. Per rispondere, un aiuto arriva dalle analisi di mercato automatizzate che permettono di effettuare una scrematura del mercato rapida ed efficace.

Così è possibile concentrarsi da subito su una selezione accurata di organizzazioni, riducendo le incertezze che rallentano le fasi successive della joint venture.