L’epidemia di coronavirus in Italia ha continuato a diffondersi e sta suscitando paura nel Paese.

In questi giorni, molte aziende del nord Italia non sanno come affrontare questo nuovo problema. Il pensiero ricorrente è se tenere aperta l’azienda mettendo a rischio la salute dei dipendenti o chiudere per un certo periodo, rischiando gravi perdite di fatturato.

Probabilmente c’è un solo modo per evitare la perdita di fatturato e salvaguardare la salute dei dipendenti: il lavoro intelligente!

Il lavoro intelligente è una forma flessibile di organizzazione del lavoro, che mira a ridurre i costi del lavoro e di conseguenza ad aumentare l’efficienza e la produttività dell’azienda.

Il lavoro intelligente è caratterizzato da una maggiore flessibilità sia in termini di tempo che di luogo di lavoro, poiché i lavoratori intelligenti possono svolgere le loro attività lavorative in qualsiasi luogo se dotato di adeguati dispositivi informatici collegati a Internet, senza dover necessariamente seguire un orario di lavoro standard.

Tuttavia, molti manager non sono favorevoli a questo nuovo tipo di lavoro, in quanto considerato incontrollabile e dispersivo. Tuttavia, qui di seguito possiamo trovare diversi punti a favore del lavoro intelligente.

Il concetto di lavoro intelligente sembra diffondersi rapidamente in tutti i mercati del lavoro europei, anche se con nomi diversi e concetti diversi. Dovrebbe basarsi sulla fiducia comune tra le aziende e i dipendenti.

L’adozione dello smart working in Italia si sta diffondendo nelle grandi aziende meglio che nelle piccole e medie imprese (PMI), il tema sta ricevendo maggiore attenzione e viene maggiormente accettato dalle aziende italiane.

Lo smart working non è solo un metodo per valorizzare il dipendente, ma è soprattutto un nuovo tipo di organizzazione del lavoro. Da un lato promuove la produttività individuale e l’organizzazione del lavoro del dipendente, dall’altro consente una notevole flessibilità rispetto al luogo di lavoro, come la possibilità di sedersi comodamente sul divano di casa.

Secondo l’Osservatorio sul lavoro intelligente del Politecnico di Milano, se il 70% degli aventi diritto scegliesse di utilizzare il lavoro intelligente in Italia (70% sul 22% della forza lavoro totale), l’aumento medio della produttività sarebbe di circa 13,7 miliardi di euro.

E per ogni giorno di lavoro a distanza un lavoratore intelligente risparmia circa 60 minuti di tempo di viaggio, supponendo che ciò avvenga solo una volta alla settimana, si possono risparmiare 40 ore all’anno. E supponendo di percorrere 40 km per arrivare al lavoro, le emissioni di anidride carbonica possono essere ridotte fino a 135 kg a persona. I benefici sono troppo significativi per essere ignorati. (Corso, Crespi, & Gangai, Smart Working: Below the Tip of the Iceberg, 2017).

Alla luce di quanto sopra, il lavoro intelligente sembra essere la soluzione ideale da adottare in questo momento a causa della diffusione del coronavirus. Lo smart working è infatti molto importante in quanto evita ripercussioni future in termini di fatturato e di crescita per le aziende dei paesi colpiti dal coronavirus.

Oltre a questo, i risultati positivi portati da questa nuova metodologia, potrebbero portare anche i più scettici a inserire il lavoro intelligente come metodologia permanente nel loro contesto di lavoro.